I prossimi anni vedranno una domanda crescente di connettività, fondamentale in una società ad alta complessità e rapida evoluzione in cui la commistione fra il reale e il virtuale sarà sempre più rilevante. Non solo l’evoluzione industriale, ormai orientata alla automazione avanzata della Industria 4.0, ma ogni altro ambito del vivere sociale sarà sempre più alimentato e definito dai flussi digitali: il sistema della medicina per generare e rendere accessibili i dati dei pazienti, fino alle applicazioni più innovative come la telemedicina e telechirurgia; il sistema del lavoro per consentire la applicazione massiva dello smart working, accelerato dalla stessa pandemia Covid19 e alla base di una domanda crescente di “work-life balance”; il sistema dell’educazione per introdurre nuove e più efficaci modalità di apprendimento, stimolate anche dalle esigenze del distanziamento sociale; il sistema dell’abitazione, ormai luogo di convergenza di molteplici funzioni e potenziali nuovi servizi, in cui al lavoro a distanza si affiancherà una fruizione crescente di contenuti, sia informativi sia educativi sia di svago, dalle infinite e in parte ancora inespresse potenzialità (streaming in alta definizione, realtà virtuale, etc.).

Come in un composito organismo in cui ogni parte è interconnessa all’altra in modo sempre più stretto, nella società degli anni a venire i flussi digitali scorreranno come linfa vitale tra un sistema e l’altro e all’interno dei sistemi stessi.